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Nabucco

VenueTeatro Carlo Felice
Calendarven 21 mag 2027 - dom 30 mag 2027
Sinossi/Dettagli

Sinossi

 

Atto I
Poiché ho posto il mio volto contro questa città per il male e non per il bene, dice il Signore: essa sarà data nella mano del re di Babilonia, e lui la brucerà con il fuoco. (Geremia 21:10)
Gerusalemme. Gli Ebrei pregano nel tempio di Salomone per ottenere aiuto, mentre Nabucco, re di Babilonia, avanza verso la città. Il Sommo Sacerdote Zaccaria arriva con Fenena, figlia di Nabucco, tenuta prigioniera dagli Ebrei. Rassicura il suo popolo che l’Onnipotente non li abbandonerà. Ismaele e Fenena, che si erano innamorati durante la cattività babilonese, restano soli insieme. Egli era fuggito con l’aiuto della ragazza, che poi lo seguì a Gerusalemme. La loro conversazione è interrotta dall’apparizione di Abigaille, sorellastra di Fenena. Anche lei è innamorata di Ismaele e promette di liberare il suo popolo da Nabucco se lui ricambierà i suoi sentimenti, ma il giovane rifiuta. Gli Ebrei si rifugiano nel santuario mentre Nabucco guida le sue truppe nel tempio, dove Zaccaria minaccia di uccidere Fenena. Ismaele disarma il sommo sacerdote e consegna Fenena a Nabucco, che ordina la distruzione del sacro edificio.

 

Atto II
Ecco, il turbine del Signore procede con furore, un turbine incessante; esso colpirà con dolore la testa dei malvagi. (Geremia 30:23)
Babilonia. In assenza di Nabucco, Fenena governa come reggente. Abigaille scopre di discendere da schiavi. Calcolando che Fenena presto regnerà su Babilonia al fianco di Ismaele, giura vendetta contro la sorella e il padre. Fenena libera i prigionieri ebrei. Il Sommo Sacerdote di Baal dichiara ciò tradimento e pone Abigaille sul trono, diffondendo la voce che Nabucco sia morto. Zaccaria prega perché i Babilonesi rinuncino all’idolatria. Fenena si converte al giudaismo. Abigaille e il Sommo Sacerdote di Baal la catturano, e la nuova sovrana sta per incoronarsi quando entra Nabucco. Le toglie la corona e dichiara che non è solo un re, ma anche Dio. Colpito improvvisamente da un fulmine vendicativo, la vittoriosa Abigaille prende la corona per sé.

 

Atto III
Perciò le bestie selvatiche del deserto abiteranno lì con le bestie selvatiche delle isole, e i gufi vi dimoreranno; e non sarà più abitata per sempre, né vi dimorerà di generazione in generazione. (Geremia 50:39)
Nei giardini pensili di Babilonia, Abigaille è esaltata dalla sua corte. Il Sommo Sacerdote di Baal esorta a giustiziare gli Ebrei, ma prima che la regina possa ordinare ciò, appare Nabucco ancora in preda alla follia. Abigaille lo inganna facendogli emettere la sentenza di morte, che colpisce anche Fenena. Invano, Nabucco implora per la vita della figlia. Sulle rive dell’Eufrate, i prigionieri ebrei sognano di tornare a casa. Zaccaria profetizza la loro liberazione e la caduta di Babilonia.

 

Atto IV
Annunciate tra le nazioni, proclamate e innalzate un segno; proclamate e non nascondete: dite, Babilonia è presa, Baal è confuso, Merodach è spezzato; i suoi idoli sono confusi, le sue immagini spezzate. (Geremia 50:2)
Dalla sua cella, Nabucco osserva gli Ebrei, insieme a Fenena, condotti all’esecuzione. Nella disperazione prega il Dio d’Israele per il perdono, promettendo che lui e il suo popolo adotteranno la fede ebraica. Con mente improvvisamente chiara, raduna le truppe e riconquista il trono salvando la vita della figlia. Fenena prega per il perdono in cielo quando Nabucco irrompe e ferma l’esecuzione. Pentita, Abigaille si avvelena e supplica Dio di perdonarla. Nabucco si converte al giudaismo, concede la libertà ai prigionieri e li rimanda a casa per ricostruire il tempio. Ebrei e Babilonesi insieme lodano il Signore.

  • Dove si trova il Teatro Carlo Felice?
    • Il Teatro Carlo Felice si trova in Passo Eugenio Montale 4, 16121 Genova, Italia, accanto a Piazza De Ferrari, nel centro della città.
  • Quanto tempo prima dovrei arrivare a teatro?
    • Consigliamo di arrivare almeno 30 minuti prima dell’orario previsto per l’inizio dello spettacolo, così da avere il tempo necessario per trovare l’ingresso, mostrare il biglietto e raggiungere il proprio posto. Si prega di arrivare puntualmente, poiché agli spettatori in ritardo potrebbe non essere consentito l’accesso alla sala una volta iniziato lo spettacolo.
  • È previsto un dress code al Teatro Carlo Felice?
    • Sì. I visitatori sono tenuti a indossare un abbigliamento adeguato a un ambiente teatrale. Si consiglia un abbigliamento casual ma curato. Non sono consentiti top senza maniche, pantaloncini e abbigliamento da spiaggia, comprese infradito e costumi da bagno.
  • Il Teatro Carlo Felice è accessibile alle persone con mobilità ridotta?
    • Sì. Il teatro dispone di percorsi accessibili alle sedie a rotelle e di servizi igienici accessibili. I visitatori che necessitano di assistenza sono invitati a contattare il teatro in anticipo per verificare le soluzioni disponibili nella propria area di posti.
  • È possibile scattare fotografie o registrare lo spettacolo?
    • No. Durante gli spettacoli è vietato scattare fotografie ed effettuare registrazioni audio o video all’interno del teatro. I telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici devono essere spenti o impostati sulla modalità silenziosa.
Cast

Un’opera in quattro atti Libretto di Temistocle Solera Musica di Giuseppe Verdi

Direttore d’orchestra: Sesto Quatrini

Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi

Assistente alla regia e lighting designer: Massimo Pizzi Gasparon Contarini

Movimenti scenici: Marco Berriel

Nabucco: Franco Vassallo Dimitri Platanias (22, 29)

Ismaele: Matteo Desole Paolo Lardizzone (22, 29)

Zaccaria: Simón Orfila Mattia Denti (22, 29)

Abigaille: Da definire

Fenena: Silvia Beltrami Benedetta Mazzetto (22, 29)

Gran Sacerdote: Francesco Milanese

Abdallo: Blagoj Nacoski

Anna: Maria Cristina Bellantuono

Nuova produzione della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova in coproduzione con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Comunale di Bologna

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova

Maestro del coro: Giulio Magnanini

Location
Teatro Carlo Felice

  Costruito sull'area dell'antico Carlo Felice, il nuovo teatro, costruito da Aldo Rossi, recupera un'idea già presente nei progetti di Paolo Chessa e di Carlo Scarpa: la creazione di una piazza coperta di 400 mq di superficie, dove il teatro fosse il collegamento ideale tra Galleria Mazzini e piazza De Ferrari. 
Distanti invece da un punto di vista architettonico sono la stessa Galleria Mazzini e il teatro.
La piazza è un foyer all'aperto; le pareti sono rivestite con lastre di pietra e sono arricchite da colonne e travature in metallo.


Sono due le esigenze che gli architetti hanno voluto tenere presenti nella realizzazione del nuovo teatro Carlo Felice: anzitutto la necessità di ricostruirlo esattamente dov'era e in secondo luogo il voler dotare la nuova struttura della più avanzata tecnologia. Da quest'ultima necessità nasce l'imponente torre scenica alta circa 63 metri.
In pratica del vecchio teatro opera del Barabino rimangono le colonne, il pronao, l'iscrizione latina e il terrazzo che si affaccia su via XXV Aprile al quale si accede da uno dei foyer; la struttura odierna è molto compatta e geometrica, la torre scenica è un parallelepipedo sviluppato in altezza molto lineare, adornato soltanto da un cornicione. La platea, i foyer e i servizi per il pubblico sono contenuti in un parallelepipedo più piccolo, sul quale hanno rilievo il pronao e il portico.
Quanto alla costruzione del nuovo teatro sono stati usati per gli esterni la pietra, l'intonaco e il ferro, per gli interni il marmo e il legno. Si tratta di materiale duraturo che suggerisce un'immagine di eternità, di sicurezza e sopravvivenza dell'edificio nel tempo.


Dalla piazza coperta, scendendo una scalinata, si entra in una sala capace di circa 200 posti. Fornita di un piccolo palcoscenico e indipendente dal resto del teatro, la sala ospita convegni, conferenze e incontri musicali.



L'interno
Dall'ingresso del teatro un'ampia scala porta ai guardaroba e, salendo ancora, al primo foyer che ha una superficie di 660 mq ed è arricchito da affreschi e arazzi. 


Il lanternino
Un elemento caratteristico del nuovo Carlo Felice è la lanterna visibile nel foyer sovrastante l'ingresso; si tratta di una sorta un cono luminoso che percorre l'edificio in tutta la sua altezza e ne attraversa tutti i piani, portando la luce dal tetto alla piazza coperta.


  La torre
   Assolutamente unico è lo scenario nel quale operano le unità tecniche; proprio nella torre scenica, che ospita la macchina per muovere gli spettacoli, si fondono in un delicato equilibrio lavoro umano e ingranaggi sofisticati. Il teatro infatti è dotato di quattro palcoscenici, un palco principale, un palco dorsale alle spalle del primo e due palchi inferiori allineati tra loro e gestiti da impianti elettronici integrati e computerizzati.
Questi impianti di movimentazione scenica, le luci computerizzate, le sofisticate cabine di regia per le riprese e un'acustica fra le migliori in Italia sono tra le caratteristiche che rendono il Carlo Felice una fabbrica di emozioni tra le più importanti in Italia.
 

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