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L’italiana in Algeri

VenueTeatro Carlo Felice
Calendarven 19 feb 2027 - dom 28 feb 2027
Sinossi/Dettagli

Trama

 

Atto Primo

Scena I

Scena: Piccola sala negli appartamenti di Mustafà, bey di Algeri e la moglie Elvira.

Confortata dagli eunuchi, Elvira si lamenta con la confidente Zulma della freddezza del proprio marito. Entra il capitano dei corsari Haly, annunciando l'arrivo di Mustafà. Fattasi coraggio Elvira tenta di parlare allo sposo, ma il bey risponde con durezza: è inutile continuare a seccarlo, di lei non sa che farsene. Rimasto solo insieme ad Haly, Mustafà gli comunica la sua decisione di liberarsi di Elvira dandola in moglie al suo giovane schiavo italiano Lindoro. Il bey è stanco delle proprie schiave e chiede che, pena la morte, i corsari gli trovino una donna italiana, il cui carattere è riconosciuto particolarmente vivace. Il giovane Lindoro, schiavo ad Algeri da ormai tre mesi, medita sulla propria sorte di amante diviso dall'amata e soltanto pensando alla sua cara Isabella riesce a trovare pace. Poco dopo giunge Mustafà che gli comunica la propria decisione di dargli moglie. Lindoro cerca di resistere a tale bizzarra proposta enunciando le qualità che una donna dovrebbe avere per diventare sua sposa, ma il bey non gli lascia scelta, rispondendo che Elvira le possiede tutte.

 

Scena II

Scena: Spiaggia di mare.

Naufragato per una violenta burrasca, un vascello è abbordato dai corsari. Haly ed i suoi uomini esultano per il cospicuo bottino e per gli schiavi. Tra questi viene subito notata per la straordinaria bellezza l'italiana Isabella. La fanciulla si lamenta per la sorte avversa e per il pericolo in cui si trova, essendosi imbarcata alla ricerca del fidanzato Lindoro. Subito però si fa coraggio e, tra le parole di ammirazione degli stessi corsari che la vedono perfetta preda per il bey, decide di utilizzare le armi della seduzione e dell'astuzia per liberarsi da questa situazione. Con Isabella è catturato anche Taddeo, suo compagno di viaggio e spasimante, che per non destare sospetti viene fatto passare per lo zio di lei. Una volta soli, Taddeo e Isabella riflettono sulla loro situazione: Taddeo è in grande agitazione, mentre Isabella ostenta tranquillità; tra i due comincia un diverbio che li vede sul punto di separare le loro strade, ma alla fine optano per la prudenza e si risolvono a rimanere uniti pur sotto le mentite spoglie di zio e nipote.

 

Scena III

Scena: Sala nel palazzo di Mustafà.

Zulma tenta di avvicinare Elvira e Lindoro che dichiarano di non aver nessuna intenzione di unirsi in matrimonio. Giunge Mustafà che offre a Lindoro la possibilità di ritornare in patria, a patto che porti con sé Elvira. Il giovane pur di tornare a casa accetta. Elvira è sconcertata della decisione ed è sul punto di chiederne conto al bey, quando Haly gli annuncia la cattura della splendida italiana. Mustafà non sta più nella pelle, dopo aver invitato Elvira e Zulma ad affrettare la partenza, si abbandona all'esultanza per la notizia. Elvira intanto è disperata perché sente di amare ancora Mustafà, e a Lindoro che le prospetta una nuova vita in Italia, ella dichiara di non voler partire senza aver salutato un'ultima volta lo sposo.

 

Scena IV

Scena Grande salone nel palazzo di Mustafà.

Il bey impaziente circondato dagli eunuchi attende l'arrivo della nuova schiava. Haly la annuncia e, come la vedono, tutti i presenti rimangono colpiti dalla sua bellezza. Isabella d'altra parte, capisce subito di poter facilmente avere la meglio sul bey ed inizia a lusingarlo con una richiesta di consolazione: il bey si sente già innamorato e a stento riesce a trattenerlo Haly. Intanto si fa avanti Taddeo rivendicando, in qualità di zio, di poter stare vicino alla nipote. Giungono Lindoro, Elvira e Zulma per salutare il bey prima della partenza; Isabella subito riconosce l'amato Lindoro e lo stupore dei due non sfugge ai presenti che però non capiscono. Subito Isabella riprende l'iniziativa chiedendo a Mustafà chi è la donna con Lindoro. Il bey spiega le sue intenzioni circa il matrimonio tra Lindoro ed Elvira. Isabella gli risponde che quello di ripudiare la moglie è un costume talmente barbaro che non potrebbe mai amare l'uomo che lo mettesse in atto. Tra lo stupore dei presenti, Isabella riesce così ad ottenere da Mustafà che Elvira rimanga ad Algeri e che Lindoro diventi suo schiavo personale.

 

Atto Secondo

Scena I

Scena: Piccola sala comune agli appartamenti di Mustafà e di Elvira.

Mustafà è totalmente alla mercé del fascino di Isabella: tutti commentano divertiti la nuova situazione. Giunge il bey e incarica le donne di riferire a Isabella che andrà da lei per prendere il caffè, vantandosi di saper bene come trattare una donna del genere. Elvira finge di assecondarlo, fingendosi dalla sua parte. Usciti tutti, passa Isabella, lagnandosi dell'infedeltà di Lindoro che la raggiunge e la rassicura del suo amore: le spiega di non avere intenzione di sposare Elvira e di avere accettato solamente per poter tornare in Italia e rivedere lei. Tranquillizzata, Isabella gli dà appuntamento in un vicino bosco per accordarsi sulla maniera di fuggire da Algeri. Uscita Isabella, Lindoro gioisce del ritrovato amore. Torna Mustafà smanioso di rimanere solo con Isabella, ma viene fermato da Taddeo, terrorizzato dal fatto che Haly lo stia seguendo. Il bey spiega che se il capitano dei corsari lo sta cercando non è per sottoporlo ad un supplizio (Taddeo è costantemente terrorizzato dall'idea di finire impalato), bensì per insignirlo del titolo di Kaimakan, cioè luogotenente, in segno di stima e rispetto verso di lui nella sua qualità di zio di Isabella. Taddeo viene dunque abbigliato alla turca, con tanto di turbante e sciabola, come si conviene al suo nuovo status. Il bey gli fa dunque intendere come il suo compito sia quello di intercedere in suo favore con Isabella; Taddeo appena comprende di dover addirittura fare da "paralume" tra la donna di cui è innamorato e Mustafà, cerca di rifiutare, ma due occhiate di collera da parte del bey sono sufficienti a fargli cambiare idea.

 

Scena II

Scena: Appartamento magnifico nella reggia del bey.

Elvira e Zulma riferiscono ad Isabella che il bey sarà da lei tra poco; la ragazza nel prepararsi con cura all'appuntamento, impartisce una lezione di seduzione alle donne. Invita Elvira a non disperare e le chiede di nascondersi nella stanza accanto e di lasciar fare a lei. Prende poi ad abbigliarsi e, quando capisce di essere osservata da Mustafà, finge di mettere tutta la propria cura nei preparativi per amore del Turco. Assieme al bey, furenti di gelosia, la osservano nascosti anche Lindoro e Taddeo. Mustafà, pazzo di desiderio, ordina a Taddeo di lasciarlo solo con lei non appena comincerà a starnutire. Lindoro introduce finalmente Isabella e Mustafà le mostra Taddeo nel nuovo abbigliamento da Kaimakan. Mentre la ragazza osserva divertita, Lindoro finge di partecipare alle trame di Mustafà suggerendogli che se la ragazza si è abbigliata con tanta cura, lo ha fatto sicuramente per piacergli. Il bey pensa che sia giunto il momento giusto e con uno starnuto invita Taddeo ad allontanarsi; questi però finge di non sentire e, a complicare le cose, ci si mette anche Isabella che invita Elvira a sedersi al tavolo con loro per prendere il caffè. Nel divertimento generale Mustafà goffamente furibondo impreca con tutti quanti per avergli fatto saltare l'appuntamento galante.

 

Scena III

Scena: Nella piccola sala di prima.

Haly riflette soddisfatto su quanto accaduto a Mustafà: lui è un uomo di mondo e sa bene che carattere abbiano le italiane. Uscito Haly, giungono discutendo tra loro Lindoro e Taddeo: il primo lo ha appena reso partecipe del piano di Isabella per fuggire da Algeri con il resto degli schiavi italiani. Taddeo gli rivela di non essere lo zio della fanciulla, ma l'amante e di considerarsi più fortunato del precedente fidanzato di lei, un certo Lindoro. Lindoro è divertito dall'illusione di Taddeo, ma gli ricorda di attenersi al piano stabilito. La burla ha inizio e quando giunge Mustafà furente di rabbia, Taddeo e Lindoro lo blandiscono spiegandogli che Isabella, per testimoniargli la propria passione, ha deciso di nominarlo Pappataci. Mustafà è confuso: che vuol dire Pappataci? Lindoro gli spiega che questo titolo viene conferito agli amanti instancabili (ma in realtà è il nome di un fastidioso insetto), mentre Taddeo gli presenta la nomina come giusto ringraziamento per la sua recente carica di Kaimakan. I due spiegano poi al bey quali siano i compiti del Pappataci: mangiare, bere e dormire attorniato dalle donne. Usciti i tre, entrano Haly e Zulma dai quali apprendiamo che Isabella ha fatto donare agli eunuchi e alle guardie una gran quantità di vino e di liquori per festeggiare la cerimonia di nomina a Pappataci del bey programmata per la sera stessa.

 

Scena IV

Scena: Appartamento magnifico nella reggia del bey.

Taddeo apprende da Lindoro che Isabella, con la scusa della cerimonia di nomina a Pappataci, ha ottenuto la partecipazione alla festa di tutti gli schiavi italiani. Giunge infatti la ragazza, a seguito di un nutrito gruppo di italiani, che si dichiarano pronti all'azione. Isabella li incita con fierezza alla riscossa e rimprovera Taddeo delle sue risate, avvertendolo che potrebbe essere lui stesso a finire deriso. Invita poi l'amato Lindoro a pensare alla patria e a prendere esempio dal valore dei suoi connazionali. Dopo essersi assicurata della prontezza all'azione dei suoi uomini, Isabella si abbandona alla speranza di rivedere la sua patria. Intanto Taddeo, illudendosi, pensa soddisfatto che tutto il piano architettato da Isabella sia stato fatto allo scopo di tornare con lui. Giunge Mustafà, lo segue Lindoro con una parte degli schiavi vestiti bizzarramente da "Pappataci": Lindoro presenta Mustafà al gruppo che si dichiara disposto ad accoglierlo nella confraternita. Dopo che anche il bey è vestito con gli abiti da Pappataci, Isabella chiede a Taddeo di leggere i compiti a cui dovrà obbedire per essere degno di tale carica, sotto giuramento solenne: non vedere, non sentire e tacere. Il compito del Pappataci è quello di mangiare, bere e tacere. Il bey riferisce di aver capito perfettamente e di saper eseguire tale compito meglio di chiunque altro. Per provare se il nuovo candidato sia degno della carica, viene fatta introdurre una mensa imbandita di vivande che il candidato dovrà consumare rimanendo impassibile a ciò che vede e a ciò che sente. Nel frattempo si avvicina un vascello, dal quale gli schiavi europei invitano ad affrettare la partenza. Quando Isabella e Lindoro si avviano insieme, Taddeo comprende allora che i due sono amanti. Cerca di avvertire Mustafà che, pensando faccia tutto parte della prova, si rifiuta di dargli ascolto. A Taddeo non resta che fare buon viso a cattiva sorte ed imbarcarsi pure lui, anche e soprattutto per evitare la vendetta di Mustafà. Quando, scosso da Elvira e Zulma, il bey si accorge dell'inganno, cerca di chiamare le sue guardie, molte delle quali sono però ubriache. Mustafà si dichiara pronto a tornare all'amore della moglie: basta con le italiane. Gli italiani si allontanano dunque felici e la concordia è ristabilita. Il tutto si chiude con una morale: una donna, se lo vuole, con le sue arti di seduzione può ingannare chicchessia.

  • Dove si trova il Teatro Carlo Felice?
    • Il Teatro Carlo Felice si trova in Passo Eugenio Montale 4, 16121 Genova, Italia, accanto a Piazza De Ferrari, nel centro della città.
  • Quanto tempo prima dovrei arrivare a teatro?
    • Consigliamo di arrivare almeno 30 minuti prima dell’orario previsto per l’inizio dello spettacolo, così da avere il tempo necessario per trovare l’ingresso, mostrare il biglietto e raggiungere il proprio posto. Si prega di arrivare puntualmente, poiché agli spettatori in ritardo potrebbe non essere consentito l’accesso alla sala una volta iniziato lo spettacolo.
  • È previsto un dress code al Teatro Carlo Felice?
    • Sì. I visitatori sono tenuti a indossare un abbigliamento adeguato a un ambiente teatrale. Si consiglia un abbigliamento casual ma curato. Non sono consentiti top senza maniche, pantaloncini e abbigliamento da spiaggia, comprese infradito e costumi da bagno.
  • Il Teatro Carlo Felice è accessibile alle persone con mobilità ridotta?
    • Sì. Il teatro dispone di percorsi accessibili alle sedie a rotelle e di servizi igienici accessibili. I visitatori che necessitano di assistenza sono invitati a contattare il teatro in anticipo per verificare le soluzioni disponibili nella propria area di posti.
  • È possibile scattare fotografie o registrare lo spettacolo?
    • No. Durante gli spettacoli è vietato scattare fotografie ed effettuare registrazioni audio o video all’interno del teatro. I telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici devono essere spenti o impostati sulla modalità silenziosa.
Cast

Un’opera comica in due atti Libretto di Angelo Anelli Musica di Gioachino Rossini

Direttore d’orchestra: Andriy Yurkevych

Regia: Maurizio Scaparro ripresa da Orlando Forioso

Scene: Emanuele Luzzati

Costumi: Santuzza Calì

Mustafà: Carlo Lepore Adrian Sâmpetrean (20, 27)

Elvira: Rocío Faus

Zulma: Juliette Gauthier

Haly: Mauro Borgioni Antonino Giacobbe (20, 27)

Lindoro: Ruzil Gatin Chuan Wang (20, 27)

Isabella: Daniela Barcellona Laura Verrecchia (20, 27)

Taddeo: Bruno Taddia Paolo Ingrasciotta (20, 27)

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova

Maestro del coro: Giulio Magnanini

Scene realizzate dalla Fondazione Teatro Massimo di Palermo

Location
Teatro Carlo Felice

  Costruito sull'area dell'antico Carlo Felice, il nuovo teatro, costruito da Aldo Rossi, recupera un'idea già presente nei progetti di Paolo Chessa e di Carlo Scarpa: la creazione di una piazza coperta di 400 mq di superficie, dove il teatro fosse il collegamento ideale tra Galleria Mazzini e piazza De Ferrari. 
Distanti invece da un punto di vista architettonico sono la stessa Galleria Mazzini e il teatro.
La piazza è un foyer all'aperto; le pareti sono rivestite con lastre di pietra e sono arricchite da colonne e travature in metallo.


Sono due le esigenze che gli architetti hanno voluto tenere presenti nella realizzazione del nuovo teatro Carlo Felice: anzitutto la necessità di ricostruirlo esattamente dov'era e in secondo luogo il voler dotare la nuova struttura della più avanzata tecnologia. Da quest'ultima necessità nasce l'imponente torre scenica alta circa 63 metri.
In pratica del vecchio teatro opera del Barabino rimangono le colonne, il pronao, l'iscrizione latina e il terrazzo che si affaccia su via XXV Aprile al quale si accede da uno dei foyer; la struttura odierna è molto compatta e geometrica, la torre scenica è un parallelepipedo sviluppato in altezza molto lineare, adornato soltanto da un cornicione. La platea, i foyer e i servizi per il pubblico sono contenuti in un parallelepipedo più piccolo, sul quale hanno rilievo il pronao e il portico.
Quanto alla costruzione del nuovo teatro sono stati usati per gli esterni la pietra, l'intonaco e il ferro, per gli interni il marmo e il legno. Si tratta di materiale duraturo che suggerisce un'immagine di eternità, di sicurezza e sopravvivenza dell'edificio nel tempo.


Dalla piazza coperta, scendendo una scalinata, si entra in una sala capace di circa 200 posti. Fornita di un piccolo palcoscenico e indipendente dal resto del teatro, la sala ospita convegni, conferenze e incontri musicali.



L'interno
Dall'ingresso del teatro un'ampia scala porta ai guardaroba e, salendo ancora, al primo foyer che ha una superficie di 660 mq ed è arricchito da affreschi e arazzi. 


Il lanternino
Un elemento caratteristico del nuovo Carlo Felice è la lanterna visibile nel foyer sovrastante l'ingresso; si tratta di una sorta un cono luminoso che percorre l'edificio in tutta la sua altezza e ne attraversa tutti i piani, portando la luce dal tetto alla piazza coperta.


  La torre
   Assolutamente unico è lo scenario nel quale operano le unità tecniche; proprio nella torre scenica, che ospita la macchina per muovere gli spettacoli, si fondono in un delicato equilibrio lavoro umano e ingranaggi sofisticati. Il teatro infatti è dotato di quattro palcoscenici, un palco principale, un palco dorsale alle spalle del primo e due palchi inferiori allineati tra loro e gestiti da impianti elettronici integrati e computerizzati.
Questi impianti di movimentazione scenica, le luci computerizzate, le sofisticate cabine di regia per le riprese e un'acustica fra le migliori in Italia sono tra le caratteristiche che rendono il Carlo Felice una fabbrica di emozioni tra le più importanti in Italia.
 

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